sabato 19 marzo 2016

La Poesia di Tommaso il Rimatore e la via per la terra dei Sidhe


La Ballata di Tommaso il Rimatore
(Collezionata: dalle versioni di Scott e Jamieson)




Il buon Tommaso giaceva sulla riva
E scorse una lieta signora,
Una dama che era svelta e fiera
E veniva cavalcando sulla proda erbosa.

La sua gonna era di seta verde erba,
Il suo mantello di fine velluto,
A ogni ricciolo della criniera del cavallo
Pendevano cinquantanove campanelli d'argento.

Il buon Tommaso si tolse il cappello
E si piegò sulle ginocchia;
«Salute a te, che devi essere 
Regina del Cielo!
che simile a te in terra mai ho visto nessuno!»

«Oh no, no, mio buon Tommaso», dice lei.
«Quel nome non mi spetta;
Io sono solo la regina della bella Elfilandia,
E sono qui venuta a farti visita.

«Ma adesso devi venire con me, Tommaso,
Mio buon Tommaso, con me devi venire;
Perché: devi servirmi sette anni,
Nel bene e nel male, come fortuna vuole.»

Lei voltò il suo destriero bianco latte,
E prese in groppa dietro a se Tommaso,
E al tocco delle briglie
Il suo destriero volò più rapido del vento.

Per quaranta giorni e quaranta notti
Sguazzarono in sangue rosso fino al ginocchio;
E non videro sole ne luna,
Ma udirono il fragore del mare.

E corsero e corsero,
Finché giunsero a un verde giardino.
«Scendi laggiù, scendi laggiù, bella signora,
Lascia che colga per te quei frutti.»

«Oh no, no, mio buon Tommaso», dice lei,
«Quel frutto non dev'essere da te toccato,
che tutte le calamità dell' Inferno
Stanno nei frutti di questo paese.

«Ma io ho una pagnotta qui in grembo
E una bottiglia di vino chiaretto;
E adesso, passati che saremo,
ci riposeremo e potremo pranzare.»

Quando lui ebbe mangiato e bevuto a sazietà,
Disse la dama: «Adesso saliremo su quel colle,
Metti il tuo capo sulle mie ginocchia
E io ti mostrerò tre meraviglie.

«Non vedi forse quella stretta strada,
tra fitte spine e densi rovi?
Quello è il sentiero della rettitudine,
Quello cercato però da ben pochi.

«E vedi quell' ampia strada
Che corre dritta tra prati gigliati?
Quello è il sentiero del male,
Benché qualcuno lo chiami via del Cielo.

«E vedi quella strada così bella
Che si snoda tra i felceti?
Quella è la strada della bella Elfilandia,
Dove tu e io andremo questa notte.

«Ma, Tommaso, devi stare zitto
Qualsiasi cosa tu oda o tu veda,
che, se una parola di bocca ti sfuggisse,
Mai faresti ritorno al tuo paese.»

Tommaso ha avuto veste di bella stoffa
E scarpe di velluto tutto verde;
E benché sette anni siano ormai passati,
Il buon Tommaso in terra mai più si è visto.

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